RACCONTO DI ANNALISA: VIAGGIO DI GRUPPO IN INDIA - CAPODANNO 2014

Il viaggio che da sempre sognavo, quello che dici, lo farò quando sarò più grande, o in un ipotetico viaggio di nozze….

RACCONTO DI ANNALISA: VIAGGIO DI GRUPPO IN INDIA - CAPODANNO 2014:Foto1
RACCONTO DI ANNALISA: VIAGGIO DI GRUPPO IN INDIA - CAPODANNO 2014:Foto2
RACCONTO DI ANNALISA: VIAGGIO DI GRUPPO IN INDIA - CAPODANNO 2014:Foto3

Il viaggio che da sempre sognavo, quello che dici, lo farò quando sarò più grande, o in un ipotetico viaggio di nozze… Lui, mi si è presentato in un tardo pomeriggio di ottobre…

Entro in agenzia per chiedere informazioni dei tour in Turchia o Marocco, avendo già visionato dei programmi sul sito, avendo già visto LUI che è lì che aspetta noi… Maddalena, l’agente di viaggio, ci propone anche il tour del Rajasthan, dicendo che partirà da Pesaro e saranno massimo 20 persone… A fianco a me mia madre, la mia fedele compagna di avventure per il mondo, mi guarda e mi fa… “Annalisa, prima o poi dovremo farlo, se stiamo ad aspettare la nonna e tutto il resto non lo faremo mai…”.

Così, con circa due mesi di anticipo abbiamo prenotato le mie ferie invernali in India, nel viaggio che ci ha fatto percorre circa 3.000km, attraversare 4 stati indiani, e vedere meraviglie architettoniche e naturali. In questo viaggio di gruppo in India abbiamo visto solo una piccola parte del Paese, leggendo e documentandomi prima della partenza credo di poter dire che esistono tante Indie, la nostra è stata quella dove a partire dal 14° secolo si sono succeduti Maharaja e corti che hanno costruito palazzi e forti fantastici, ma che oggi, nel 2014 sono circondati da estrema povertà.

Libri come quelli di Terzani, Rampini, Pasolini, giornali e documentari possono cercare di prepararti all’India, ma l’India è sempre una sorpresa. Per quello che ho visto è un paese super popolato, dove ci sono folle enormi, Delhi è inquinatissima e la sporcizia sembra essere presente ovunque, anche nel deserto del Thar. Il 27 dicembre è iniziata la mia avventura indiana, dopo i voli Bologna-Francoforte, Francoforte-Delhi, siamo arrivate nella capitale indiana. La prima cosa che mi ha fatto emozionare sono state le sculture all’aeroporto Sonia Gandhi, i nove mudras.

Cosa sono? Gesti spirituali fatti perlopiù con le mani ispirati al taoismo o all’induismo. Arrivati in hotel abbiamo iniziato a visitare la grande moschea di Delhi, e qui c’è stato il primo impatto con la povertà, il caos e la puzza dell’India. Si perché fuori dall’hotel vi era una baraccopoli, fogne a cielo aperto, mucche che pascolavano liberamente tra asfalto e sporcizia e un’aria che solo dopo due ore ti fa venire un gran tossone. Una volta uscite dalla moschea che è bellissima ma che forse con la nebbia e la pioggerellina non ha sicuramente dato il meglio di sé, abbiamo fatto un giro in risciò. Il nostro è un viaggio organizzato e praticamente non abbiamo avuto scelta. Io, visto il traffico e le condizioni avrei preferito non farlo...

Insomma andare sul carretto di una bici dove un povero uomo deve pedalare… non concepisco lo sfruttamento dell’uomo e tanto più ho avuto il terrore di scontrarmi e investire persone, mucche, auto, almeno 1.000 volte in una mezz’ora, sia io che mamma una volta scese abbiamo tirato un sospiro di sollievo… Il giorno seguente siamo partite per Agra, e dopo circa 3 ore di autostrada siamo arrivate a destinazione. Nel pomeriggio, dopo il pranzo in hotel siamo andate a visitare il Taj Mahal… che emozione, quando dopo la porta rossa vedi quella magnifica costruzione all’orizzonte, sembra un sogno! Il Taj Mahal, il monumento simbolo dell’India è stato costruito nel 1600 come mausoleo per la moglie dell’imperatore che è morta dando alla luce il suo quattordicesimo figlio, ecco perché si dice che sia il monumento dell’amore eterno.

È di una raffinatezza unica, sono entrata anche all’interno, nonostante il poco tempo a disposizione… al suo interno tantissima gente a vedere i due sepolcri! All’uscita dal mausoleo ci si trova un letto di un fiume e la città di Agra, bellissimo! Sempre ad Agra abbiamo visitato il forte rosso, anch’esso stupendo! Il giorno seguente, abbiamo lasciato Agra e lo stato dell’Uttar Pradesh per arrivare nel Rajasthan, la terra dei marahaja. Durante il percorso ci siamo fermati a Fatehpur Sikri e al pozzo Palazzo, costruzioni bellissime! La pirma cittadina è stata abbandonata per la mancanza d’acqua ma si conserva ancora in modo eccellente! In serata siamo arrivate a Jaipur, cittadina famosa per il suo castello e le pietre. La mattina seguente siamo salite al vecchio forte Amber a dorso si elefante, avrei preferito percorrere a piedi la salita, ma non mi è stata data scelta… anche qui, come nel risciò, panico! Adoro gli animali e non sopporto il loro sfruttamento, tanto più se il tuo guidatore di elefante ha un ferro con un mega sperone e lo vedi picchiare l’elefante per incitarlo a camminare. Mi sentivo male per l’elefante, alla seconda botta gli ho intimato di smetterla e ha proseguito senza più frustate. Non è finita qui, la nostra portantina pendeva tantissimo da una parte e io e mamma abbiam fatto la salita al castello temendo di cascare e una volta messi i piedi a terra abbiamo ringraziato entità superiori per la nostra incolumità.

A parte l’arrivo, Jaipur è magica, si erge sopra un altopiano, tra i monti , a valle un lago con un giardino geometrico . Palazzi stupendi e decorazioni da favola. Un posto dove il tempo si è fermato e dove se ti siedi un attimo su un muretto puoi godere di aria buona, sole e meraviglie artistiche! Nel pomeriggio abbiamo visitato l’osservatorio astronomico. Il sesto giorno, siamo partite per la volta di Pushkar la celebre cittadina dove avviene la fiera di cammelli più famosa del mondo, e dove abbiamo ricevuto la benedizione di Brahama.

Pushkar infatti ha un lago che è considerato sacro per gli induisti e l’ultimo giorno del 2013 ci siamo fatte benedire e ci hanno messo un braccialetto al polso (dx per chi non è sposato e sx per gli sposati). Ecco qui le mille contraddizioni dell’India: uno si fa benedire da un santone, il quale ti fa ripetere con lui un mantra, senza nemmeno sapere cosa significa. Poi si avvicina un altro santone, che però viene allontanato in malo modo dal tuo santone perché il primo ha paura che gli rubi il cliente… Tutto è business… il momento al lago di Pushkar mi è piaciuto perché mi ha permesso di essere in un luogo sacro frequentato da locali. Belli i riflessi dei petali di rose nell’acqua, utilizzati per fare esaudire le preghiere. Pomeriggio in pullman e finalmente raggiungiamo Jodhpur! Cenone di capodanno vestita con sari in un mega hotel in cui noi siamo gli unici occidentali!

Settimo giorno di tour a Jodhpur, visitiamo il forte di Meherangarh, bellissimo ma un vento gelido che mai mi sarei aspettata di trovare in India. In serata arriviamo a Jaisalmer. il giorno seguente abbiamo quindi visitato la bellissima città antica, nel cui portone di ingresso sono raffigurate delle mani femminili per commemorare le donne che si immolavano dopo la morte dei mariti, nel pomeriggio la cammellata nel deserto del Thar (che di deserto ha solo il nome perché è affollatissimo) per ammirare il tramonto. Comunque vale la pena per vedere il sole scomparire tra le dune... e la sera a cena? Con noi niente meno che Zucchero Fornaciari! Il nono giorno siamo partiti alla volta di Bikaner dove abbiamo alloggiato nel palazzo del Maharaja e abbiamo visitato il forte di Junagarh.

La mattina seguente partiamo per Mandawa, città famosa per i suoi Haweli, case di commercianti riccamente dipinte. Che senso di decadimento questo paesino che un tempo aveva palazzi splendidamente decorati ma lasciati ora all’incuria e al soccombere delle intemperie. Mandawa vale la pena per vedere la vita vera degli indiani, uomini che stirano per la strada, pasticceri, uomini che fanno il thè… e poi last but not least soggiornare nell’hotel più suggestivo e caratteristico del tour: Castle Mandawa! MAGICO! Il giorno seguente, dopo circa 7 ore siamo tornati a Delhi dove in quel poco tempo disponibile ci siamo tuffati nei 3 mall davanti all’hotel (The Grand). Siamo tutti impazziti vedendo la bellezza dell’hotel e dei mall, incredibile, dopo giorni di Rajasthan vedere il progresso e il mondo iper-consumista fa uno strano effetto...

Che dire dopo circa 10 giorni di India…
È un viaggio splendido, in cui vedi tante contraddizioni! Gente che sembra in continua attesa ai bordi della strada, traffico caotico, mucche sacre costrette a mangiare la spazzatura in terra, mucche in autostrada protagoniste della strada… E poi questi palazzi meravigliosi che sembra di essere nelle fiabe a casa di principi e principesse. E il modo di vivere, senza troppi stress e arrabbiature, sereni e sempre sorridenti… Questo dovremo imparare dall’India, la calma e la tranquillità…il sorridere nonostante tutto. Spero di poter tornare presto, magari per vedere Bombay, Bangalore e l’India del sud il Kerala o la zona di Pondicherry... Namastè!

PS: Amici, non temete, nonostante i kg di curry che mi sono mangiata non ne ho ancora la nausea, quindi continuerò con la mia cucina speziata…

Tour Rajasthan dal 26 dicembre al 06 gennaio 2014

RACCONTO DI ANNALISA: VIAGGIO DI GRUPPO IN INDIA - CAPODANNO 2014:Foto4

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti il nostro utilizzo dei cookie.